12 Maggio 2013 - 1° Giornata dello Sport dalla Polisportiva Salesiana di Grosseto a Nomadelfia
Sono le 9 ed oggi, 12 Maggio 2013, è una giornata importante in quanto a Nomadelfia è stata organizzata la 1à Giornata dello Sport dalla Polisportiva Salesiana di Grosseto. Il fatto che sia la prima da speranza per il futuro ma anche moltissima insicurezza per il presente.
Il programma diceva “ore 9 – iscrizioni” ma per ora si sono presentati solo i bambini dal 1998 al 2006 di Nomadelfia.
Che attesa!!! I ragazzi più grandi della comunità è da tre giorni che preparano questa festa… se non arriva nessuno che gli si dice??!!!!!!
I miei pensieri negativi sono interrotti, così come il silenzio…sono voci..e parlano un dialetto a me famigliare in quanto studio a Firenze. Entrano nella stanza 15 “atleti” fiorentini e si iscrivono.
Iniziano ad arrivare anche da Grosseto e alle 11 gli iscritti sono 60… non molti. Ne avevamo calcolati 100 ma ancora ci sono speranze.
“ore 11- Santa Messa”. Ho tanti pensieri per la testa ma non è questo il momento e cerco di scacciarli. C’è un battesimo. I bambini seduti lì davanti sono elettrizzati, probabilmente perché oggi vivranno una giornata da protagonisti assoluti. Si muovono, si parlano sottovoce, ridono…c’è un gran lavoro per i genitori che cercano di farli stare attenti alla celebrazione.
Dopo la messa esco e tra una battuta e un’altra guardo sconsolato il cielo… è nuvoloso. Meglio non pensarci. C’è tanto da fare… si finisce di sistemare il campo sportivo e si va a pranzo.
“ore 13 –Pranzo”. Il pranzo è veloce.. davanti a me c’è Alessandro un bambino di Grosseto, non è molto entusiasta di partecipare e mi rivela che probabilmente farà solo calcio e poi andrà a studiare…
“ore 14- Fine delle iscrizioni”. Ora ne arriva di gente, non gli stiamo dietro… Siamo in due uno prende gli iscritti e l’altro li divide nelle 10 squadre. Arriviamo a 110 ragazzi!!Ci sono tanti genitori e fratelli dei partecipanti, il campo è invaso.. che spettacolo. La cosa più bella e divertente è la faccia dei genitori quando gli si dice che non si deve pagare nulla, rimangono sbalorditi… non sono abituati. C’è veramente tanta gioia nel donare.
Arriva la musica … sta dentro un’auto che assomiglia ad un mega stereo, è di Fabrizio, l’abbiamo vista ad una fiera e lui ce la ha concessa gratuitamente per un giorno…la provvidenza!!
“ore 14 e 30- inizio giochi” Si parte… i giochi sono tradizionali (gimcana, palla prigioniera, tiro a segno, rovellino…) e sportivi (calcio e pallavolo). Le squadre hanno il nome di un animale e sono seguite da un ragazzo grande che fa da capitano. Io giro per il campo… non c’è molto da fare,l’organizzazione è una macchina perfetta. Ireneo è al microfono e dà ritmo alla giornata.
C’è qualche piccolo intoppo ma niente che si noti. I bambini si sfidano, si ricreano,lottano con lealtà e onore, rispettandosi, sorridono anche se hanno perso in una disciplina… è questo il vero sport. Passano due ore belle, vissute intensamente. Il cielo si è liberato i bambini sono tutti rossi e impegnati,mentre i loro genitori si godono il sole e la famiglia. C’è tanta serenità…
“ore 17-fine dei giochi premiazione e rinfresco”. I bambini sono seduti sul prato trepidanti di sapere in che posizione sono arrivati. Vengono date le coppe alle prime tre squadre… i bambini che le hanno vinte saltano, si abbracciano… gli altri sono un po’ delusi ma i loro occhi si illuminano quando sui tavoli compaiono le torte preparate dalle mamme di Nomadelfia.
Durante il rinfresco vedo Alessandro. È paonazzo e sudato, viene verso di me con un bellissimo sorriso e mi dice “mi sa che stasera devo studiare”.
È finita .. i bambini se ne stanno andando, alcuni fanno gli ultimi salti sui materassoni. Ripenso alla mail che mi ha spedito Amedeo ieri: Il gioco è veramente un aspetto caratteristico, inalienabile, dovrebbe essere immancabile nell’esperienza dell’infanzia, perché “l’Infanzia è Gioco”: è come un sinonimo, una relazione strettissima, se rispettiamo la natura dell’infanzia stessa. Come il lavoro è parte dell’adulto, caratteristico del suo agire, con una finalità anche esterna, così il gioco ha una finalità interna, in se stesso: è il giocare che interessa, è il modo di vivere più autentico, naturale, spontaneo e costitutivo dei bambini e delle bambine. Un bisogno che corrisponde ad esigenze esistenziali, psicologiche, affettive, emotive del bambino.
Obbiettivo raggiunto !!!!!!!!